1 – 15 giugno: TASCA D’ALMERITA – La Sicilia che stupisce

tasca almerita 3Sicilia è terra di valori intensi che sbucano dalla storia come straordinari germogli. Una terra caparbia e ricca di espressioni.

Qui vive l’azienda Tasca d’Almerita, famiglia ricca di otto generazioni e duecento anni di attività sul vino. Quasi 600 ettari di vigneto in Sicilia, divisi in 5 tenute, che costituiscono un gigantesco, meraviglioso puzzle. Ogni tenuta ha personalità autonoma, ma si integra nella squadra di Tasca. Vediamole:

  • Regaleali, nel pieno dell’isola, appoggiata ai primi rilievi delle Madonie, è centro fertile dove ieri ed oggi convivono grano, olivi, pascolo, vite, mandorli, allevamenti. Clima vario e continentale, figlio di altezze di 400-900 metri slm
  • Capofaro, 5 ettari sulla vulcanica Isola di Salina (Eolie), esposti al mare, al vento. Filari unici, come corridoi lungo la direttrice montagna mare, come una corsa verso il tuffo nelle fresche acque blu. La magia dentro, la magia attorno. E i vitigni di Malvasia, come oro che si rinnova.
  • Whitaker, 7 ettari vitati da una tenuta di 40, a Mozia, piccola isola-museo nel bacino di Marsala, con viva la storia millenaria dai Fenici in poi. I primi a piantare vigne furono gli inglesi Whitaker ai primi dell’Ottocento, all’affannosa ricerca di vino, dopo Porto e Madera, per le flotte e per un paese che consuma ma non produce. La ricchezza archeologica del sito obbliga alla vinificazione esterna, a Regaleali, delle uve Grillo allevate ad alberello, crescita sul mare, vendemmia all’alba.
  • Tascante, Tasca sull’Etna: 12 ettari vitati a 750 metri slm in 2 contrade con un fascino pazzesco: muretti a secco, terrazzamenti, piccoli boschetti, ma su tutti una luce tagliente, accecante, che riverbera il mare sugli scuri rilievi lavici. Una straordinaria ed inimitabile varietà di impasto dei terreni, un clima che è nodo stretto di bellezze. Qui vivono le uve di Nerello Mascalese che tanto ricordano caratteri di Nebbiolo o Pinot Nero, dal ricco patrimonio olfattivo, eleganti per definizione, ricchi in acidità e scarsi in antociani.
  • Sallier De La Tour, 45 ettari vitati a 250 metri slm, a sud ovest di Palermo, che fa dell’intenso calore il suo punto di forza: la potenza del sole che le uve internazionali, soprattutto il Syrah, mostrano di apprezzare, per lo sviluppo di profumi e di carattere.

Tasca d’Almerita interpreta un “modo di fare” che ascolta la Terra-Madre, che qui in Sicilia chiama più forte. Territorio non è solo espressione geografica ma è un unico intreccio di terreno, storia, ambiente, cultura e uomini.

Oggi per fare vino sui grandi numeri ed affrontare ogni mercato internazionale occorrono identità e controllo. Così Tasca da forma ad una produzione ampia ma riconoscibile nel carattere unico.

 

Dal 1 al 15 giugno alla mescita potete degustare i vini di TASCA al bicchiere
(Almerita Brut – Nozze d’Oro – Cygnus – Capofaro)

 

ALMERITA BRUT Spumante DOC Contea di Sclafani

Nasce negli anni ‘90 ed è spumante brut elaborato con metodo classico Non usuali le bollicine in Sicilia, in effetti. Ma anche sì! Tutto da uve chardonnay, metodo classico con 24 mesi sui lieviti e almeno 6 mesi in bottiglia prima del commercio. Dosaggio brut per residuo zuccherino di circa 7 gr/litro.
Occhio paglierino carico, vivo e lucente, bollicine persistenti, al naso è fragrante, allegro, profumato di fiori bianchi e frutta bianca (mela golden acerba, ananas, nespola, agrumi leggeri). Sentori fermentativi evidenti. Bocca freschissima e piena, complessa, intensa e persistente, che inizi con i citrici in evidenza (agrumi e cedro) per chiudere con una buona freschezza e cremosità.

 

NOZZE D’ORO DOC Contea di Sclafani Bianco

Un vino nato per un evento, ma che rivive ogni anno perché i traguardi raggiunti nella vita rivivono per sempre… Dal 1984, anno del 50.esimo di nozze del Conte Giuseppe della moglie Franca, vive questo uvaggio di Inzolia circa 70% e Sauvignon circa 30%. Arricchimento del mosto con macerazione a freddo delle uve Sauvignon, e fermentazione per 15 giorni in vasche di acciaio inox a temperatura controllata per massimizzare l’estrazione di profumi. Affinato in inox per 4-5 mesi.
Note fruttate leggere, all’inizio sovrapposte poi in evidente sequenza: frutta e fiori, gialli e bianchi (piace ricordare le nespole fresche), sentori erbacei, di orto fragrante. La bocca è leggera, sapida, pulitissima ed elegante. Un vino che non stanca e che chiede cibi chiari in abbinamento: verdure e carni bianche, di terra e di mare.

 

CYGNUS Sicilia DOC Nero d,Avola – Cabernet Sauvignon

Richard Wagner nel 1881 ultimò la stesura del terzo atto del “Parsifal”, nel giardino di Villa Tasca a Palermo, ed il vino richiama quell’episodio. Un piacevole contrasto fra la grazia dei meravigliosi animali bianchi e la potenza del Nero d’Avola 60% e Cabernet Sauvignon 40%.
Fermentazione per oltre 15 giorni i ìn acciaio, poi affinamento per 14 mesi in barili di rovere Francese (Allier e Tronçais) da 225 litri, per il 30% nuovi e per il 70% di II e III passaggio,
Potenza, a dir poco…, già all’occhio, con un colore rosso vivo ed arrabbiato, di trama impenetrabile. Naso di frutta rossa piccola di bosco, in confettura, speziato, tabacco, cuoio, erbaceo. Bocca straripante e potente, complessa, da masticare, di grande persistenza. Generoso e multidimensionale, dai lunghi ricordi che fan piacere.

 

CAPOFARO Malvasia IGT Salina

La Malvasia secondo Tasca d’Almerita. Tutto qui è particolare e dedicato. Uve, posizione dei vigneti, clima. Meravigliosi ma che richiedono le attenzioni dell’uomo: in vigna l’apparato fogliare protegge i grappoli, in appassimento l’uva è areata e curata allo stesso modo, per una resa di uva appassita di 30 quintali per ettaro. La fermentazione in acciaio a temperatura fresca per circa 25 giorni, affinamento in acciaio per 6 mesi e poi in bottiglia per altri 4. Gradazione alcolica di 10.50% Vol, ed un residuo zuccherino di 212 g/l. Ma poi al naso resta la vena di frutta surmatura, pesche, albicocche, fiori tipo gelsomino e zagare, frutta candita. In bocca il forte residuo zuccherino parla di miele (ecco il profumo che mancava, miele e camomilla…) ed un finale di leggerissimo amaro sul fondo della lingua (come il nocciolo della pesca), chiude con un finale elegantissimo.